Elmo – popolazione naga

India

Indossato in occasione di celebrazioni di riti o nel corso di battaglie con villaggi nemici, l'elmo e suoi elementi decorativi erano espressione del prestigio degli uomini e delle loro gesta.

Copricapo-cuffia – popolazione kayapó

Brasile

Nella tribù Kayapó del Brasile, ognuno, secondo le proprie origini, ha il privilegio di fregiarsi di determinate piume e di indossarle in particolare durante i rituali.

Copricapo reale da uomo – popolazione yoruba

Nigeria

Decorato con una frangia di perle, questo prestigioso copricapo maschera l'identità interiore del re e protegge i suoi sudditi dal potere soprannaturale del suo sguardo.

Diadema con fenici – popolazione miao

Cina

Questo diadema dai motivi ricchi di significato, come rappresentazioni di fenici, uccelli lira, fiori e foglie, ha lo scopo di proteggere il capo della futura sposa dagli spiriti maligni.

Il mondo in testa

La donazione Antoine de Galbert

06.06.2019 – 15.03.2020

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La mostra

“Contemplando la mia collezione di copricapo, sono pervaso dalla sensazione esaltante di fare il giro del mondo, di compiere una specie di viaggio da fermo, di un'avventura interiore e mentale di quelle che si sperimentano a volte quando si è a letto. Difatti, questa collezione riflette una certa forma di romanticismo, alimentata dalle letture dei racconti dei grandi viaggiatori...” - Antoine de Galbert.

​In oltre 20 anni, Antoine de Galbert ha costituito una collezione di oltre 500 copricapo extraeuropei. Offerti al Musée des Confluences nel 2017, questi oggetti rappresentano delle vere e proprie porte d'accesso a una diversità culturale senza precedenti.

Allestita nella sala più grande del museo, la mostra vi invita a passeggiare liberamente, come se vi trovaste in un giardino, tra una ventina di tavoli che raggruppano i copricapo per tematiche (piume dell'Amazzonia, copricapo nuziali, simboli di potere, ecc.) prima di comprenderne l'uso.

Il percorso della mostra

Il percorso della mostra

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Dai capelli al copricapo

Alcuni copricapo li nascondono, altri li valorizzano, altri ancora li sostituiscono o li usano come materia prima con un senso ben preciso…

Una protezione fisica e simbolica

Compagno quotidiano, il copricapo protegge la testa dal sole e dalle intemperie. Spesso lo fa con eleganza, mediante fibre intrecciate, legno o scaglie.

Il copricapo come vessillo

Nei mercati, durante le feste stagionali e le cerimonie, il copricapo viene indossato per mostrare con orgoglio l'appartenenza al proprio clan o la propria etnia.

Dei segni di riconoscimento

I copricapo consentono d'individuare a prima vista il posto che ciascuna persona occupa nella società e di attribuirle un ruolo. Sono fondamentali per l'organizzazione sociale di una popolazione.

La piuma in Amazzonia, un linguaggio molto colorato

Diversi miti fondatori amazzonici paragonano le piume che contraddistinguono gli uccelli a quelle che consentono agli esseri umani di differenziarsi gli uni dagli altri. Ogni etnia ha i suoi ornamenti, declinati in un'infinità di forme grazie alla grande varietà di piume disponibili.

Degli oggetti di potere

Realizzati con materiali rari e costosi, decorati con motivi investiti di poteri soprannaturali, i copricapo dei potenti stabiliscono un legame con le forze invisibili…

Valorizzare lo spirito guerriero

In situazioni di conflitto o durante la caccia, gli elmi servono sia a proteggere il guerriero sia ad esaltarne le gesta che lo rendono un uomo realizzato.

Una passione africana per i copricapo

Prima della colonizzazione, alcuni onnipotenti monarchi africani coltivavano un'arte dello sfarzo straordinaria...

Toccare gli dei e gli spiriti

La diversità dei copricapo riflette l'eterogeneità delle credenze umane. Dai monaci buddisti agli sciamani, i copricapo dotati di un potere magico-religioso sono parte integrante dei rituali...

Rivelare l'invisibile

In molte società, i copricapo assumono la forma di maschere che incarnano un'entità spirituale del mondo degli spiriti o dei morti.

Scandire la vita

Le cerimonie rituali sono spesse animate da danze. Ciascun rituale ha i suoi ornamenti che devono essere resistenti, per accompagnare e amplificare i movimenti, e sontuosi, per sublimare la danza.

Matrimoni

Tra ostentazione e dissimulazione, gli ornamenti nuziali recano simboli di prosperità e fecondità che consentono alla ragazze di acquisire lo status di mogli e future madri con buoni auspici.

Crocevia di culture

Questi copricapo riflettono sia i gusti e le esigenze di un popolo in un determinato momento della sua storia sia le influenze esterne. Tali incroci si materializzano nelle forme e nei materiali adoperati.

Tocca a voi

Domande con risposta
/ 13

Questo copricapo mánda hàre (Oceania) indica l'osservanza dell'hāroli, periodo di isolamento e apprendimento:

Degli uomini celibi
Delle future spose
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Per gli Huli, i copricapo fatti di capelli rappresentano un elemento centrale degli ornamenti del corpo. Spesso tinti di rosso o di nero, sono utilizzati a mo' di supporto sui cui vengono applicati molti ornamenti quali piume, fiori o carapaci di coleotteri. Il copricapo mánda hàre indica l'osservanza dell'hāroli, periodo di isolamento e apprendimento degli uomini celibi.

In Asia, i bambini, considerati più vulnerabili, indossano dei cappelli decorati con motivi protettivi:

Durante le preghiere
Ogni giorno
Risposta sbagliata
Brutta risposta

In Asia viene percepito un forte legame tra il cosmo, la natura e le persone. Queste ultime sono quindi tenute a proteggersi dagli effetti collaterali e negativi di questa interrelazione. I bambini, considerati più vulnerabili, indossano dei cappelli decorati con motivi protettivi.

In Namibia, presso le popolazioni Ovahimba e Herero, si usavano tradizionalmente dei copricapo particolari per indicare le età della vita. Per le donne esistevano:

3 copricapo
5 copricapo
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Dopo le grandi trecce della prima infanzia, tre copricapo femminili indicano la condizione di bambina, ragazza in età di sposarsi e madre. Questa tradizione esiste anche per gli uomini.

I colori di questo cappello dipendono dalla condizione matrimoniale della donna che lo indossa.

Vero
Falso
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Questi copricapo, la cui forma varia a seconda della provincia di provenienza, sono dei segni di riconoscimento della cultura andina e rivelano l'appartenenza etnica delle donne che li indossano. Si mescolano ai colori iridescenti di cui sono pieni i mercati, dove le donne, pioniere nell'indossare i segni distintivi della loro comunità, si recano per riunirsi e commerciare.

Questo copricapo è originario del:

Brasile
Canada
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Questo copricapo fatto di piume è molto apprezzato dagli indiani Kayapó del Brasile e indossarlo rappresenta un privilegio raro. È legato a un racconto che narra della lotta tra due personaggi mitici e un'aquila arpia, i cui eroi vincitori avrebbero creato il primo copricapo con le piume del rapace

In Giappone, i primi ad indossare questo cappello sono stati:

I contadini
I soldati
Risposta sbagliata
Brutta risposta

I jingasa sono stati inizialmente utilizzati dai fanti prima di essere indossati dai signori della classe militare quando viaggiavano o in alcune circostanze poco ufficiali. Il più delle volte sono realizzati in metallo, carta o vimini e laccati di nero.

Nella regione del Grassland, in Camerun, l'uso del cappello era anticamente riservato:

Ai futuri padri
Gli uomini liberi
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Oggi, capi, dignitari, musicisti e membri di società segrete indossano queste cuffie di cotone la cui forma varia in funzione dello status sociale del loro proprietario.

Questi copricapo sono indossati in Papua Nuova Guinea durante le danze della cerimonia Rimbu Indali, che ha lo scopo di scongiurare le malattie e la siccità.

Vero
Falso
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Nel corso di questa cerimonia vengono sacrificati molti maiali. Durante le danze che scandiscono queste feste, l'assistente, riconoscibile dal suo copricapo, ha il compito di incoraggiare e dirigere i danzatori.

Questa parrucca africana fatta di molteplici ciocche attorcigliate è indossata dalle donne.

Vero
Falso
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Questo copricapo è indossato dai guerrieri Masaï chiamati Moran, a cui tradizionalmente incombe la protezione della comunità e del bestiame. Il copricapo irpapit lormoran era formato da molteplici ciocche attorcigliate, ricoperte di ocra e grasso, talvolta rifinite con una o più punte di legno alle loro estremità. Erano ornate di fili di perle offerti dalle fidanzate. Attualmente, i Moran realizzano parrucche con fili di cotone e di lana o con fibre vegetali.

Questa maschera dissimula ogni forma umana. È originaria:

Della Nigeria
Del Perù
Risposta sbagliata
Brutta risposta

In Nigeria, questa maschera egugun rappresenta lo spirito di un antenato che si manifesta ai vivi. Può fare la sua comparsa qualche giorno dopo la morte di un membro della famiglia o durante le cerimonie in onore dei defunti. La maschera danza girando su se stessa, facendo volteggiare le sue strisce di tessuto al suono dei tamburi. Il vento che solleva viene percepito come benefico mentre il suo contatto diretto può risultare fatale per i vivi.

Questi copricapo ornati di carapaci di cetonie, sono indossati dagli uomini iniziati durante le grandi feste annuali, smy, dedicate:

Alla fertilità
Alla fortuna
Risposta sbagliata
Brutta risposta

I copricapo ornati di carapaci di cetonie sono indossati dagli uomini iniziati durante le grandi feste annuali, smy, dedicate alla fertilità. Queste feste sono anche associate all'iniziazione dei ragazzi e alla perforazione del loro setto nasale.

Questo copricapo nuziale è indossato:

Dagli uomini
Dalle donne
Risposta sbagliata
Brutta risposta

In India, il matrimonio è uno dei riti di passaggio più importanti dell'induismo. Nel Bengala Occidentale, il topor, cappello conico ornato di pompon sospesi, contraddistingue lo sposo prima e durante la cerimonia. È offerto dai suoceri per favorire la felicità della coppia. La sposa, invece, sfoggia un diadema, il mukut, con un velo.

Questo cappello a forma di razza s'ispira ai berretti:

Della marina tedesca
Della marina spagnola
Risposta sbagliata
Brutta risposta

Ricalca la forma generale e il motivo delle coccarde imperiali germaniche. Questo oggetto ibrido ricorda che tra il 1884 e l'inizio della Prima Guerra Mondiale la Germania colonizzò una parte del nord-est della Nuova Guinea.

Il tuo punteggio:
risposte esatte su 13 domande

Così così. Le vostre conoscenze in materia di copricapo e dei loro usi hanno bisogno di essere rafforzate: una visita alla mostra è quel che ci vuole!

Niente male. Venite a visitare la mostra per ottenere un punteggio pieno la prossima volta!

Ottimo risultato, sembra proprio che sappiate tutto dei copricapo. Venite a scoprire la mostra, potreste rimanere sorpresi!

Calendario

Visita in famiglia “Come un gioco da ragazzi

Il Sabato 31 Agosto 2019

Piccoli e grandi si ritrovano nel cuore della mostra per compiere un viaggio intorno al mondo sulle orme degli animali nascosti nei copricapo della collezione.

Vedi orari e prezzi qui

Racconti di collezioni: incontro con Antoine de Galbert

Il Giovedi 10 Ottobre 2019

Un eccezionale momento di confronto con il collezionista e donatore Antoine de Galbert, a colloquio con Hélène Lafont-Couturier, Direttrice del Musée des Confluences.

Vedi orari e prezzi qui

Visite inconsuete e Bal poussière

Il Giovedi 07 Novembre 2019

Mentre nel Cristal, l’ingresso principale del museo, echeggia il ritmo delle danze, dei balafon e delle percussioni del Burkina Faso, il pubblico è invitato

Vedi orari e prezzi qui

Ritratti e Sguardi di etnologi

Il Sabato 25 Gennaio 2020

La mostra è accompagnata da una selezione di film proposta in collaborazione con il Festival del cinema etnografico Jean Rouch.

Vedi orari e prezzi qui

Evènements passés

Visita commentata

Del 15 Giugno il 17 Agosto 2019

Collezionista di arte contemporanea e di art brut (conosciuta anche come arte grezza o spontanea), Antoine de Galbert ha costituito una collezione di circa 500 copricapo provenienti da tutto il mondo.

Vedi orari e prezzi qui

Visita alla scoperta delle mostre temporanee

dal 23 Giugno 2019

Una visita originale volta alla scoperta della grande varietà delle mostre temporanee e all’esplorazione delle tematiche e collezioni così valorizzate.

Vedi orari e prezzi qui
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Catalogo della mostra

Il mondo in testa. La donazione dei copricapo Antoine de Galbert

In circa trent'anni, Antoine de Galbert ha costituito una collezione di oltre 500 copricapo provenienti da tutto il mondo che, nel 2017, ha donato al Musée des Conflue...

Informazioni pratiche

Orari

Martedì, mercoledì e venerdì: 11.00 - 19.00
Giovedì: 11.00 - 22.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 19.00

Giorni di chiusura

Tutti i lunedì, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre
Orario di chiusura della biglietteria: 18.15 | giovedì: 21.15

Mostre permanenti e temporanee: biglietto unico, valido un giorno

  • Adulti biglietto intero – 9 €

  • Adulti biglietto ridotto – 6 €

  • Adulti dalle 17.00 – 6 €

  • Giovani lavoratori dai 18 ai 25 anni - 5 €

  • Bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni – Gratuito

  • Studenti di età inferiore ai 26 anni – Gratuito

Per informazioni dettagliate su tutte le tariffe, le riduzioni e gli ingressi gratuiti visitate questa pagina

Musée des Confluences
86 quai Perrache, 69002 Lione

  • Ingresso principale (Cristal): visitatori singoli e gruppi in visita libera

  • Ingresso gruppi (a destra della scala principale): gruppi con guida, visitatori con ridotte capacità motorie, accesso famiglie con passeggini

  • Ingresso Auditorium (lato Rodano): accesso diretto in occasione di spettacoli, conferenze e manifestazioni. Apertura delle porte dell’edificio un’ora prima della rappresentazione. Apertura della sala 20 minuti prima della rappresentazione.

Fermata “Musée des Confluences”
Tram - T1
Autobus - C7, C10, 15, 63
Automobile - Parcheggio Musée des Confluences
Ricordatevi di convalidare il biglietto del parcheggio al museo!
Parcheggio Tony Garnier
Pensate al car pooling! Visitate il sito Web covoiturage-grandlyon.com
Servizio di bike sharing “Velov” - Stazione nel piazzale del museo

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